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giovedì 29 gennaio 2015
giovedì 15 gennaio 2015
KAFKA
Io ho sempre creduto
che fosse meglio conoscere la verità
che vivere nell'ignoranza.
Ora scoprirò se avevo ragione:
non posso più negare di essere parte
del mondo che mi circonda.
Spero soltanto che queste tardive
e forse insignificanti intuizioni,
possano darmi qualche piccola certezza
e rendere il nostro vivere
e il nostro morire più lievi.
Franz Kafka
martedì 13 gennaio 2015
I TUOI FIGLI
I tuoi figli non sono figli tuoi,
sono figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo, ma non li crei.
Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore, ma non le tue idee,
perché essi hanno le loro proprie idee.
Tu puoi dare loro dimora al loro corpo, non alla loro anima,
perché la loro anima abita nella casa dell'avvenire,
dove a te non è dato entrare, neppure col sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro, ma non volere
che essi somiglino a te,
perché la vita non ritorna indietro e non si ferma a ieri.
Tu sei l'arco che lancia i figli verso il domani.
-- Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran) --
venerdì 9 gennaio 2015
lunedì 22 dicembre 2014
L'ATTIMO FUGGENTE
Andai nei boschi perchè
volevo vivere con saggezza e profondità
e succhiare tutto il succo della vita
sbaragliare tutto ciò che non era vivo
e non scoprire in punto di morte
che non ero vissuto.
P.WEIR "L'attimo Fuggente" (1989)
martedì 16 dicembre 2014
VALORE DI UN SORRISO
| Photo By MS |
Donare un sorriso rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante, ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno,
nè così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia, dà sostegno nel lavoro
ed è segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
rinnova il coraggio nelle prove
e nella tristezza è medicina.
E se poi incontri chi non te lo offre,
sii generoso e porgigli il tuo:
nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come colui che non sa darlo.
P.Faber
venerdì 14 novembre 2014
I LAUREATI
"Avevamo proprio toccato il fondo;
e quando uno tocca il fondo, i casi sono due:
o affoga, o ritorna a galla.
Una cosa però era certa: per riemergere da quell'abisso
dovevamo prima liberarci da tutte le nostre pesanti zavorre"
L.Pieraccioni "I laureati" (1995)
AUGUSTO
giovedì 6 novembre 2014
IL POSTO DEI PENSIERI (Incipit)
IL POSTO DEI PENSIERI
Là, dove la sensibilità
di una persona si manifesta.
Là, dove la disperazione
di qualcuno si trasforma in costruttiva
ribellione e non soggiace
ad una mesta remissività.
Là, dove si vorrebbe
riuscire nell'intento di dare la parola a coloro
i quali (beati loro)
riescono a mantenere intatta la loro ardente
gioia interiore, pur senza
esprimerla.
Anche se essi, gli
ipersensibili, i “poeti”, i “filosofi”, gli strani
in genere, finiscono
sempre per rimanere degli incompresi
per tutta la loro vita.
E quindi la luce che essi
emettono, rare stelle, finisce per non
essere mai notata da
alcuno, dispersi come sono in un universo
di corpi che risplendono
di luce riflessa.
By MS
By MS
sabato 25 ottobre 2014
mercoledì 22 ottobre 2014
martedì 21 ottobre 2014
lunedì 20 ottobre 2014
IL SENSO DELLA VITA
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| Photo By MS |
Il direttore di Katushka solleva il problema:
"Qual'è lo scopo della vita?".
Può darsi che intenda aprire una profonda discussione filosofica.
Può anche darsi che si senta preso dalla paura
che la vita umana non abbia alcun significato.
Nel primo caso va tutto bene.
Ma se fosse giusta la seconda ipotesi
non andrebbe affatto bene.
Perchè la sola risposta possibile è
"Si vive per vivere",
per quanto strana e unilaterale questa risposta possa sembrare.
Tutto il significato della vita è la vita stessa,
il processo dell'esistenza.
Per capire il significato della vita si deve, prima di tutto,
amare la vita, abbandonarcisi completamente.
Solo allora se ne comprenderà il significato,
si capirà perchè si vive.
La vita, a differenza di tutto ciò che è opera dell'uomo,
non ha bisogno di teorie.
Chiunque sia capace di adempiere alla funzione di vivere,
può fare a meno di teorie sulla vita.
Dal diario dello studente Kostya Ryabtsev
lunedì 13 ottobre 2014
GABER
Io se fossi Dio
la Terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi
in questo scontro quotidiano.
Io se fossi Dio
non mi interesserei di odio e di vendetta
e neanche di perdono
perché la lontananza è l’unica vendetta
è l’unico perdono.
E allora
va a finire che se fossi Dio
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io.
domenica 12 ottobre 2014
giovedì 9 ottobre 2014
L'AMICO (Racconto)
L’AMICO
Di Mario Stilli
Quando lo incontro in strada è sempre molto indaffarato nelle sue fac-
cende. Capita di salutarsi, o al massimo di scambiare quattro battute.
Succede solo durante una delle mie serate solitarie che, talvolta,
egli bussa alla mia porta.
Di Mario Stilli
Quando lo incontro in strada è sempre molto indaffarato nelle sue fac-
cende. Capita di salutarsi, o al massimo di scambiare quattro battute.
Succede solo durante una delle mie serate solitarie che, talvolta,
egli bussa alla mia porta.
lunedì 6 ottobre 2014
POLVERE (Racconto)
POLVERE
di Mario Stilli
L'ultima fila di oggetti era evidentemente non uniforme e di altezza inferiore alle altre due corrispondenti nei due scaffali superiori. Ciò evidentemente stonava! Giuliano aveva accuratamente e minuziosamente scelto i contenitori per ordinare i suoi oggetti. Si era recato appositamente in un negozio che ne aveva di tutti i tipi e misure. “Vorrei una serie di scatole in plastica delle dimensioni di centimetri quindici per venticinque (circa)”, aveva detto alla commessa che lo ascoltava attentamente, “per una profondità di tre centimetri”. Avendo fortunatamente trovato le suddette delle caratteristiche adeguate, Giuliano si bloccò decisamente sulla scelta
LA DONNA DEL TRENO (Racconto)
LA DONNA DEL TRENO
di Mario Stilli
Il travalicare certe convenzioni dialettiche, che indubbiamente esistono nei rapporti tra le persone, può produrre, talvolta, effetti piacevoli. Dipende tutto dal tipo di individuo e dal modo (piacevolmente fine e gentile) con cui vengono riversati certi pensieri sull’oggetto verso il quale essi sono rivolti. Alter la vide. Una mattina come tante (guarda caso). La donna, alta, slanciata, capelli tra il rosso ed il castano, indossava una lunga gonna nera. La camicetta, sempre dello stesso colore, era cinta, in basso, da una sorta di fascia elastica
IL LOMBRICO (Racconto)
IL LOMBRICO
Di Mario Stilli
Un giorno, in una sporca strada di città, venne a trovarsi sul marciapiede un piccolo lombrico. Un piccolo e vispo vermetto rossastro che si contorse un po’ sul cemento maledettamente duro e non dolcemente accogliente come la sua amata terra umida. Chissà lui, il poverino, era caduto da un vaso di fiori posto sul davanzale di una finestra della casa soprastante; o forse un pescatore di passaggio con la scatola delle sue esche mal chiusa…, fatto è che l’animalino non sapeva cosa fare, dove strisciare per salvarsi da tutti ciò che avrebbe potuto schiacciarlo : ruote scarpe ed altro. All’improvviso, uscito da un piccolo giardino lì vicino,
FLYING HEARTS (Racconto)
FLYING HEARTS
di Mario Stilli
La strada si insinuava dolcemente tra le basse collinette che si trovano quando, lasciata la città per le tortuose stradine di campagna, improvvisamente ci troviamo a notare il nettissimo stacco tra la rigida struttura urbanistica della metropoli ed il formarsi repentino di un paesaggio campestre. Non era una giornata particolare ed Elena e Dario, in quel pomeriggio invernale, avevano deciso di prendere quella strada senza alcun motivo specifico. Il tempo era piuttosto mite e qualche raggio di sole pallido di tanto in tanto illuminava fiocamente la campagna. Dario era andato ad attenderla sotto casa, come sempre; la ragazza, scorgendo
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